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Una questione di privacy

Il 16 Marzo 1999, Apple annuncia il suo ingresso nel mondo Open Source con il rilascio della licenza APSL (Apple Public Source License) versione 1.0. Sotto tale licenza sarà distribuito Darwin, il cuore del nuovo sistema operativo Mac OS X.

Tale data segna l'inizio di grandi discussioni all'interno del movimento Open Source e della comunità del Software Libero; il giorno dopo, infatti, Bruce Perens, Wichert Akkerman e Ian Jackson pubblicano una lettera aperta dal titolo: "The Apple Public Source License - Our Concerns" in cui spiegano perché tale licenza non può essere considerata conforme alla Open Source Definition dalla OSI (Open Source Iniziative), e criticano Eric Raymond per aver accolto con troppo entusiasmo Apple all'interno della comunità. Immediata la replica di Raymond, che in qualità di presidente della OSI firma un comunicato stampa intitolato: "OS Clarifies The Status Of The APSL" in cui rifiuta apertamente le critiche contenute nella loro lettera.

La risposta di Richard Stallman all'annuncio della casa di Cupertino non si fa attendere; in quei giorni invia numerosi post in cui spiega chiaramente perché la licenza APSL non può essere considerata libera.

Ma quali sono i problemi che affliggono tale licenza? Nell'articolo: "The Problems of the Apple License" pubblicato sul sito della FSF (Free Software Foundation) si può leggere la spiegazione esauriente data da Stallman. Sostanzialmente i punti incriminati sono tre:

  1. Mancanza di rispetto per la privacy
    La APSL non consente l'utilizzo di una versione modificata di un programma per scopi personali senza pubblicare i cambiamenti apportati.
  2. Controllo centrale
    Chiunque rilasci pubblicamente una versione modificata del programma deve mettere al corrente Apple dei cambiamenti apportati.
  3. Possibilità di revoca in qualsiasi momento
    La clausola di rescissione afferma che Apple può revocare la licenza e proibire l'uso di parti o di tutto il programma in caso di violazione di un brevetto o di un copyright.

Questa clausola può avere effetti particolarmente nefasti anche per chi non risiede negli Stati Uniti, a causa del famigerato sistema dei brevetti americano e dell'inefficienza degli uffici preposti alla sua gestione.

Ma questo non è tutto: la APSL risente anche di alcuni problemi minori, che comunque non gli impedirebbero di essere considerata una licenza libera:

  1. Non è un vero copyleft, in quanto consente l'inserimento del codice all'interno di un programma proprietario.
  2. Chiede di concedere dei diritti ad Apple sul codice modificato, diritti che Apple non concede invece sul suo codice.
  3. È incompatibile con la GPL

Il 19 Aprile 1999, in occasione del rilascio del Darwin Streaming Server, Apple aggiorna la APSL alla versione 1.1. In essa la controversa clausola di rescissione viene sostituita da una clausola di sospensione, ma i problemi rimangono.

Il 4 Gennaio 2001 Apple rilascia la versione 1.2 della APSL.

Il 10 Maggio 2001 la OSI stabilisce che la nuova versione della APSL soddisfa tutti i requisiti richiesti per essere inserita tra le licenze conformi alla Open Source Definition.
Questa decisione autorizza Apple ad utilizzare il marchio di certificazione "OSI Certified", inserendola a tutti gli effetti all'interno della comunità. Da questo giorno in poi, quindi, il software rilasciato sotto licenza APSL è ufficialmente considerato Open Source.

La domanda sorge spontanea: tale software è anche Libero?
Sempre sul sito della FSF si può leggere: "La APSL 1.2 ha compiuto due grandi passi in avanti nella giusta direzione, tuttavia ne deve compiere ancora uno prima di poter diventare una licenza libera."
Il problema ancora presente nella versione 1.2, è il seguente:

  1. "Qualunque versione modificata di un programma sviluppata all'interno di un'organizzazione deve essere pubblicata."

Secondo i membri della comunità del Software Libero, questo punto rappresenta un'invasione della privacy e quindi una palese violazione della libertà di mantenere private le modifiche apportate a un programma. Libertà garantita, insieme a molte altre, dalla definizione ufficiale di Software Libero accettata dalla comunità da ormai più di quindici anni.
Dal canto suo, Raymond replica che la Open Source Definition non è stata scritta per tener conto dei problemi legati alla privacy e dichiara conclusa la discussione.

Quindi, a partire dal 10 Maggio 2001, Open Source e Libero, se riferiti al Software, non sono più due sinonimi. Libero garantisce qualcosa in più: il rispetto per la privacy.

di Marina Sturino - Gennaio 2002

Riferimenti online

Mac OS X Server Embraces Open Source With Launch of Darwin (non più online): http://www.apple.com/pr/library/1999/mar/16opensource.html
The Apple Public Source License - Our Concerns: http://www.linuxtoday.com/news_story.php3?ltsn=1999-03-17-002-05-NW-LF
Open Source Iniziative (OSI): http://www.opensource.org/
The Open Source Definition: http://www.opensource.org/docs/definition.html
OSI Clarifies The Status Of The APSL: http://www.opensource.org/pressreleases/osi-clarifies-APSL.php
Post di Richard Stallman: http://www.debian.org/News/weekly/1999/12/mail
Problems of the Apple License: http://www.gnu.org/philosophy/apsl.html
Apple Updates Public Source License (non più online): http://www.apple.com/pr/library/1999/apr/19opensource.html
Apple Public Source License Version 1.2 - January 4, 2001: http://www.opensource.apple.com/apsl/
OSI Certification Mark and Program (non più online): http://www.opensource.org/docs/certification_mark.html
Definizione di Software Libero: http://www.fsf.org/philosophy/free-sw.it.html
Apple News (non più online): http://www.opensource.apple.com/news/